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Il Risarcimento: il magazine di Giesse, l’editoriale del secondo numero

Il Risarcimento: il magazine di Giesse, l’editoriale del secondo numero

Il desiderio di essere un punto di riferimento informativo sia per coloro che operano professionalmente nel campo della tutela risarcitoria, sia per i semplici cittadini, viene soddisfatto, ci auguriamo, anche in questa seconda uscita del “Il Risarcimento: il magazine di Giesse“.

Sono molti i temi interessanti che abbiamo voluto approfondire: quali conseguenze, in termini risarcitori, può e deve avere l’eventuale comportamento colpevole del danneggiato (ad esempio per non aver indossato le cinture di sicurezza)? E, più in generale, quali sono i danni risarcibili? Con quali criteri devono essere allegati, provati e liquidati? A queste domande abbiamo cercato di rispondere negli articoli Il concorso di colpa del trasportato e Il decalogo dei danni risarcibili , il quale analizza il Decalogo dei danni risarcibili fornito dalla Cassazione con l’ordinanza n. 7513/2018.

Non solo: le tabelle edizione 2018, recentemente pubblicate dall’Osservatorio della Giustizia civile di Milano, hanno creato non poco scompiglio tra gli addetti ai lavori: da un lato, per una formulazione infelice contenuta nei criteri applicativi dei tralatizi valori tabellari minimi e massimi previsti per i danni da morte, risolta poi con una emendatio tutto sommato tempestiva; dall’altro, per l’ingresso di altre e nuove tabelle, questa volta per risarcire i danni da premorienza e il danno terminale. Le proposte dell’Osservatorio sono state accolte con pareri discordanti e il dibattito, dottrinario e giurisprudenziale, si è subito arroventato; d’altronde, fummo facili profeti, nel primo numero del nostro magazine (articolo “L’ultimo danno”, del nostro dott. Silvano Cibien), delle perplessità e del contrasto che si sarebbe verificato se, quelle che erano semplici idee sul tavolo per risarcire il danno terminale o da lucida agonia, fossero state davvero approvate e proposte dall’Osservatorio come nuove guide per i giudici e gli operatori del settore. Il contributo che sul punto ci ha regalato il Consigliere di Cassazione, dott. Marco Rossetti, nell’articolo Tabelle sì, tabelle no, mette in luce, con la chiarezza espositiva che tutti gli riconosciamo, le criticità delle nuove tabelle milanesi e i rischi connessi ad un approccio pan-tabellare del risarcimento del danno.

Il 22 maggio scorso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno chiarito (ma sarà davvero così?) la risalente questione della compesatio lucri cum damno, consentendo il cumulo tra risarcimento e altre poste positive, ma solo con specifico riguardo alla pensione di reversibilità erogata dall’INPS. La decisione, anzi, le decisioni (si tratta infatti, come avvenne nel 2008 con le sentenze di San Martino, di quattro sentenze gemelle) erano molto attese, soprattutto quella relativa alla pretesa (e invocata da molti) cumulabilità tra risarcimento e indennizzo da polizza assicurativa; ed il niet sul punto delle SS UU è stato accolto, da molta parte dei protagonisti della tutela risarcitoria, con sorpresa e insoddisfazione, considerando che anche il Procuratore Generale della Cassazione aveva chiesto l’accoglimento della tesi della cumulabilità; anche il mondo assicurativo, paradossalmente, ma non troppo, ha manifestato perplessità, soprattutto per le difficoltà commerciali che tale decisione provocherà nella vendita di taluni prodotti assicurativi (tra tutti, le polizze infortuni). L’avv. Marco Bona, new entry de “Il Risarcimento”, nell’articolo Compensatio e SS UU 2018: niente di definito ha approfondito per noi la sentenza delle SS UU, evidenziando alcune “sofferenze”, per usare un termine bancario, dell’iter argomentativo utilizzato dai giudici del Palazzaccio per escludere il cumulo.

Infine, oltre agli approfondimenti tecnico-giuridici, continuiamo a raccontare le storie vere dei danneggiati, per far conoscere i corpi, i volti, gli occhi, le vite di coloro che tuteliamo e assistiamo, affinché si possa andare oltre l’asettica lettura, seppur importante e meritoria, di sentenze o contributi dottrinari. Nell’articolo Dalla finestra sul lago trovate la difficile, dura storia del sig. Moscheni e della sua straordinaria famiglia, forte, unita, decisa, determinata, contro tutti e tutto, nel voler dare a Sergio una, anzi la finestra sul suo adorato lago; ne L’intervista” c’è V.D.O.“, rimasta gravemente ferita nell’incidente ferroviario sulla linea Bari-Barletta del 12 luglio 2016, che, grazie anche all’amore dei genitori e della sorella, sta cercando un nuovo percorso di vita che possa soddisfare, almeno in parte, le aspirazioni e i desideri di una ragazza poco più che ventenne.

Si può risarcire integralmente solo se si conoscono le reali e specifiche conseguenze di un danno, solo se si conoscono le persone che le subiscono, non (solo) le tabelle orientative per risarcirle.

Buona lettura.

dott. Bruno Marusso
Direttore Editoriale e vicepresidente Giesse Risarcimento Danni

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