Il danno biologico permanente: un danno fisico e psichico

Subire un incidente stradale per colpa di altri è sempre un’esperienza spiacevole, ma può assumere un risvolto più o meno drammatico a seconda delle conseguenze, fisiche e psichiche, che lascia sulla vittima del sinistro.

Dopo essere rimasto vittima di un incidente stradale, infatti, chiunque, anche in assenza di un danno biologico permanente, ricorderà per sempre la brutta esperienza vissuta o quanto meno il pericolo scampato.

Nei casi, invece, in cui il danno fisico e psichico da incidente stradale provocato alla persona sia irreversibile, quest’ultima, oltre che con la paura, dovrà convivere per tutto il resto della sua vita con un danno biologico permanente più o meno grave e con i disagi che questo comporta.

Danno biologico permanente: che cos’è?


Il nostro Codice civile non dà una specifica definizione di danno biologico permanente, per questo ci ha pensato il Codice delle assicurazioni private che, agli artt. 138 e 139, così lo definisce:

per danno biologico si intende la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona, suscettibile di accertamento medico-legale, che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”.

Che cosa significa?

Il danno biologico permanente subìto a causa di un incidente stradale o di un errore medico è, quindi, un danno non patrimoniale alla persona che, oltre ad intaccare il suo stato di salute, fisica o psichica, comporta anche tutta una serie di altre conseguenze negative permanenti.

Alcune ad esempio sono: il pregiudizio a compiere le normali attività quotidiane, oppure la perdita o la riduzione della socialità oppure, ancora, l’impossibilità a praticare sport ed altri svaghi un tempo abituali, ecc.

Non sono quindi le lesioni in sé e per sé – siano esse lesioni macropermanenti o lesioni micropermanenti – a contare, quanto, piuttosto, la loro incidenza negativa sulla qualità della vita del danneggiato, sia in rapporto a come è stata vissuta sino al momento della lesione, sia in rapporto alle potenzialità che ancora possedeva.

A ciò si devono aggiungere due ulteriori tasselli: perché si possa dire di essere in presenza di un danno biologico permanente, la lesione dell’integrità psico-fisica deve:

  • (a) essere suscettibile di un accertamento da parte di un medico-legale
  • (b) non deve in alcun modo essere valutata in rapporto alla eventuale capacità di produrre reddito che ha il danneggiato.

Danno biologico permanente: lesione fisica e lesione psichica.


Abbiamo parlato di lesione dell’integrità psico-fisica della persona, scendiamo ora un po’ più nel dettaglio.

Per lesione fisica si intende “un’alterazione morfologica o funzionale di organi, tessuti, cellule, che ne alterano l’integrità anatomica ed il funzionamento”.

Tra le lesioni fisiche è compreso anche il c.d. “danno estetico”, il quale non incide sulla funzionalità di un organo o del corpo umano, ma esclusivamente sull’aspetto esteriore della persona.

Un esempio tipico di danno biologico relativo a lesioni macropermanenti da incidente stradale – ma vale talvolta anche per le lesioni micropermanenti – è il danno estetico prodotto da una cicatrice deturpante al volto, difficilmente migliorabile, che può suscitare impressione alla vista altrui. Qui la lesione fisica non compromette la funzionalità di un organo, ma causa importanti conseguenze psicologiche e sulla vita di relazione dell’individuo.

La lesione psichica, invece, è una qualsiasi manifestazione patologica inquadrabile tra i disturbi mentali riconosciuti dalla comunità medico-scientifica.

In caso di lesioni micropermanenti, il danno psichico da incidente stradale o da errore medico, quando presente, è il più delle volte temporaneo, mentre in caso di lesioni macropermanenti gravi la maggior parte delle volte è irreversibile (per es. quando la persona vittima di lesioni fisiche gravi sviluppa anche uno stato depressivo ad esse correlato).

Danno fisico e psichico e onere della prova


Al fine di ottenere il risarcimento del danno biologico permanente, il danneggiato deve, ovviamente, dare la prova di averlo subìto.

La specifica figura che deve intervenire, in questa fase, è quella del medico legale, l’unico che possieda le conoscenze e le competenze per accertare l’esistenza di un danno biologico.

In tale attività di accertamento, il medico legale può utilizzare tre criteri, fungibili e alternativi tra loro:

  • il criterio visivo (che, da solo,  permette ad esempio la verifica dell’esistenza di lesioni quali ferite, cicatrici, tumefazioni, ecc.)
  • il criterio strumentale (che permette la dimostrazione dell’esistenza di un danno biologico a seguito dell’esecuzione di esami strumentali, quali radiografie, ecografie, risonanze magnetiche, Tac, ecc.)
  • il criterio clinico

Una volta accertata l’esistenza di un danno biologico permanente, il medico legale procederà poi alla valutazione delle conseguenze che ne derivano, assegnando a ciascuna patologia accertata, sia fisica che psichica, una percentuale di invalidità.

Nel caso di pluralità di lesioni, però, il medico legale non sommerà i singoli punteggi di invalidità assegnabili alle singole lesioni accertate, ma procederà ad una sorta di “sintesi”.

Tale sintesi tiene conto del grado di menomazione derivante, complessivamente, da tutte le lesioni subite (ad esempio, se una persona subisse la frattura di un braccio e di una mano, il medico legale non sommerà i singoli punteggi di invalidità assegnabili alle due distinte fratture, ma farà, appunto, una sintesi).

Danno biologico: lesioni macropermanenti e lesioni micropermanenti


La menomazione permanente dell’integrità psico-fisica di una persona in conseguenza, ad esempio, di un sinistro stradale è rappresentata, in percentuale, dal valore dell’invalidità permanente (I.P.) e varia da 0 (nessuna conseguenza permanente) a 100 (invalidità permanente totale).

Possiamo dire quindi che una persona ha un danno biologico permanente da incidente stradale o da errore medico quando riporta una percentuale di invalidità permanente (I.P.) che varia da un minimo di 1% ad un massimo di 100%.

Nel Codice delle assicurazioni private, troviamo ulteriori elementi per distinguere tra danno biologico per lesioni macropermanenti e danno biologico per lesioni micropermanenti.

All’art. 138, vengono considerate “lesioni macropermanenti” o lesioni “di non lieve entità” le “menomazioni all’integrità psico-fisica comprese tra 10 e 100” punti percentuali.

All’art. 139, vengono invece disciplinate le “lesioni micropermanenti”, o lesioni “di lieve entità”, che causano “menomazioni all’integrità psico-fisica pari o inferiori al 9%”.

Tale distinzione porta con sé una differente modalità di calcolo del risarcimento del danno biologico permanente.

Non è semplice sapere come muoversi in conseguenza ad un evento drammatico come può essere un incidente stradale o un errore medico.

La tanta burocrazia e la complicata giurisprudenza spesso rendono l’iter da percorrere ricco di ostacoli, per questo affidarsi a dei professionisti esperti e competenti è sempre la via migliore.


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