La scomparsa di un familiare in un incidente stradale apre uno scenario risarcitorio estremamente complesso. Gli eredi, più precisamente gli aventi diritto, non hanno solo il diritto di essere risarciti per il dolore che provano per la perdita, ma subentrano anche in tutti i diritti risarcitori che la vittima matura prima di mancare. Gestire una pratica di risarcimento danni per eredi richiede, pertanto, una distinzione netta tra il risarcimento cd iure proprio e quello iure hereditatis.
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ToggleIn questa breve guida vedremo come le tabelle attualmente in uso disciplinano queste voci di danno, quali sono i diritti degli eredi (o aventi diritto) e perché l’assistenza di Giesse può essere fondamentale per ricostruire e valorizzare ogni componente di danno sofferto.
Danno iure proprio vs danno iure hereditatis
È la distinzione più importante da conoscere:
- Danno iure proprio: è il danno che l’erede (o avente diritto) subisce personalmente, la sofferenza che prova direttamente, in prima persona, per la perdita del congiunto (cd danno da perdita del rapporto parentale). Viene calcolato in base al legame affettivo.
- Danno iure hereditatis: è il danno subito dalla vittima nel tempo intercorso tra l’incidente e il decesso. Questo diritto risarcitorio “entra” nel patrimonio della vittima nel momento immediatamente successivo a quello del sinistro e, al decesso, si trasferisce agli eredi come ogni altro bene facente parte dell’asse ereditario. Include il danno biologico terminale e il danno catastrofale.
La Quantificazione con gli Eredi (o aventi diritto)
Per il danno trasmesso ereditariamente si valuta la durata della sopravvivenza della vittima e la sua eventuale lucidità nel percepire l’imminenza della fine. Per il danno iure proprio dei familiari, invece, ci sono le tabelle “a punti” dei tribunali che prevedono vari fattori, tra i quali l’età e il grado di parentela.
Il vantaggio Giesse: Spesso le assicurazioni tendono a liquidare solo il danno iure proprio, non riconoscendo anche il danno patito direttamente dal deceduto prima di morire e che si trasmette iure hereditatis. Attraverso un’attenta analisi di tutto l’iter clinico, affiancati in questo da medici legali, cerchiamo di dimostrare l’effettivo grado coscienza della vittima, trasformandolo in ulteriore risarcimento per gli eredi.
FAQ: 30 Domande sul Risarcimento Danni per Eredi
- Chi sono gli eredi legittimati al risarcimento? Dipende dalla composizione familiare al momento del decesso; ipotizzando che deceda una persona sposata con due figli e tre fratelli, in assenza di testamento gli eredi legittimi saranno solo il coniuge e i due figli, non i tre fratelli. Tutti, però, in qualità di aventi diritto, devono essere risarciti per il danno che patiscono iure proprio per la perdita del loro familiare.
- Cosa succede se un erede rinuncia all’eredità? La rinuncia all’eredità non comporta la perdita del risarcimento iure proprio, che è un diritto personale e, appunto, non ereditario.
- Il risarcimento deve essere diviso in base alle quote ereditarie? Il danno iure proprio è individuale ed è calcolato in base alle tabelle giurisprudenziali; il danno iure hereditatis, invece, va ripartito secondo norme sulla successione.
- Posso chiedere il risarcimento se mio fratello è morto senza lasciare testamento? Sì, sia per il danno iure proprio, sia per l’eventuale danno iure hereditatis, in quanto, in mancanza di testamento, si applicano le norme sulla successione legittima.
- Cos’è il danno biologico terminale? È il danno all’integrità psico-fisica subito dalla vittima che sopravvive per un apprezzabile lasso di tempo dopo il sinistro.
- Cos’è il danno catastrofale? È la sofferenza psichica di chi ha la lucida percezione che sta per morire.
- Quanto tempo hanno gli aventi diritto per agire? in caso di incidente stradale che provoca un decesso, essendo quindi in presenza di un reato (omicidio colposo stradale), valgono i più lunghi termini di prescrizione penale.
- Cosa succede se la vittima muore mesi dopo l’incidente per altre cause? Gli eredi possono comunque chiedere iure hereditatis il danno maturato dalla vittima fino al momento della morte.
- L’assicurazione paga le spese di successione sul risarcimento? Tendono a negare il rimborso, sostenendo che è una spesa che comunque gli eredi avrebbero dovuto sostenere prima o poi.
- I nonni hanno diritto di essere risarciti per la perdita di un nipote? Sì, le tabelle attualmente prevedono espressamente un risarcimento anche per questo grado di parentela.
- I conviventi more uxorio sono considerati eredi? Non sono eredi ma hanno comunque diritto al risarcimento iure proprio se dimostrano la stabilità della convivenza. Abbiamo ottenuto risarcimenti per centinaia di casi di questo tipo.
- Cosa succede se uno degli eredi è minorenne? L’importo risarcitorio ed il suo utilizzo sono sottoposti alla preventiva autorizzazione del Giudice Tutelare.
- Serve dimostrare di essere eredi della vittima per avere il risarcimento? Solo per il danno iure hereditatis, non per quello iure proprio.
- Posso chiedere il risarcimento se la vittima era mio nonno? Sì, se dimostri un legame affettivo significativo.
- Ottenere un risarcimento iure proprio significa essere diventare eredi della vittima? No, il risarcimento iure proprio è un diritto personale del risarcito.
- Cosa succede se il responsabile dell’incidente è un erede della vittima? L’erede responsabile non potrà ottenere alcun risarcimento iure proprio.
- Come si prova il danno catastrofale? Soprattutto attraverso la documentazione clinica che attesti che la vittima era lucida e cosciente.
- L’assicurazione può rifiutare il risarcimento in caso di concorso di colpa della vittima? No, l’eventuale corresponsabilità della vittima comporta, tutt’al più, una riduzione proporzionale del risarcimento, non alla sua negazione.
- Giesse chiede anticipi di spesa per i casi mortali? No, come per ogni nostra pratica, non chiediamo acconti.
- Quando avviene la “chiamata all’eredità”? All’atto dell’apertura della successione, quando chi, per legge o per testamento, rivesta la posizione potenziale di erede, viene appunto “chiamato” affinché dichiari se accetta o non accetta l’eredità che gli spetterebbe.
- Si può chiedere il risarcimento per la morte di un figlio non ancora nato? Sì, la giurisprudenza è ormai per larga parte concorde nel riconoscere ai genitori un risarcimento anche per la perdita del nascituro.
- Cosa succede se gli aventi diritto non hanno buoni rapporti tra loro? Ognuno di loro può agire autonomamente per richiedere il risarcimento del danno iure proprio, quello conta sono i rapporti che ognuno di loro aveva con il de cuius.
- Il risarcimento per eredi include il danno alle cose (auto)? Sì, il valore del veicolo distrutto, se di proprietà del deceduto, rientra nell’asse ereditario e, quindi, viene suddiviso pro quota tra gli eredi.
- Quanto vale mediamente il danno catastrofale? I valori dipendono dalla gravità e tipologia delle lesioni riportate oltre che dal grado e dalla durata dello stato di coscienza.
- Perché è importante l’autopsia per il risarcimento degli aventi diritto? Perché stabilisce con precisione la causa e i tempi del decesso, fondamentali per distinguere le voci di danno.
- L’assicurazione paga il danno morale agli aventi diritto? Sì, è la voce principale del danno parentale (iure proprio).
- Cosa succede se il responsabile resta ignoto (pirata della strada)? Possiamo rivolgere la richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa designata dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
- Posso chiedere il risarcimento se ero il coniuge in fase di separazione con la vittima? Sì, in questi casi però è importante ricostruire i rapporti concretamente in essere al momento del fatto: l’eventuale presenza, da tempo prolungato, di altri compagni, ad esempio, rende difficoltoso ottenere un risarcimento iure proprio.
- Giesse è specializzata in gestione di casi di sinistri stradali mortali? Assolutamente sì! Da oltre 30 anni affianchiamo coloro che si trovano ad affrontare queste tragiche e delicate circostanze e abbiamo ormai assistito più 7.000 famiglie
- Come si attiva la pratica con Giesse? È sufficiente un primo colloquio con una consulenza gratuita con uno dei nostri esperti di zona.
Esempio Pratico: Il cumulo dei danni
Il Caso: Un uomo di 50 anni viene investito. Resta cosciente in ospedale per 10 giorni, poi muore a causa delle lesioni subite. Lascia moglie di 45 anni, un figlio di 2 e tre nipoti minorenni, tutti non conviventi.
- Senza assistenza specializzata: L’assicurazione offre il risarcimento del solo “danno parentale” (iure proprio), solitamente secondo i parametri più bassi previsti dalle tabelle a punti e, in casi come questi, unicamente a moglie e figlio.
- Con l’intervento di Giesse: Dimostriamo, grazie all’ausilio di medici legali, come nei 10 giorni di agonia l’uomo ha sofferto immensamente essendo inoltre consapevole della sua fine imminente (danno catastrofale). Calcoliamo anche questo danno “ereditario”, spettante in questo caso a moglie e figlio, che, da solo, può valere decine di migliaia di euro. Inoltre, documentando attentamente i rapporti affettivi, otteniamo il risarcimento pieno del danno iure proprio per tutti gli aventi diritto
- Risultato: Moglie e figlio ricevono, complessivamente, oltre 700.000 euro per il risarcimento iure proprio e altri 30.000 euro circa ciascuno come risarcimento iure hereditatis per i 10 giorni vissuti dal congiunto. Anche i 3 nipoti ricevono un risarcimento, di qualche decina di migliaia di euro a testa.
Perché affidarsi a Giesse per i danni agli eredi/aventi diritto ?
Gestire una pratica risarcitoria conseguente ad un incidente stradale mortale è un onere pesante. Giesse offre:
- Analisi medico legale approfondita: Verifichiamo, con i nostri medici legali fiduciari, se ci sono i presupposti per il danno catastrofale/terminale.
- Gestione Burocratica: Supportiamo gli eredi/aventi diritto nell’individuazione e nel recupero di tutti i documenti necessari (stati di famiglia, atti notori, documentazione relativa al reddito prodotto in vita dal defunto, ecc.).
- Esperienza: nessuno può vantare l’esperienza acquisita da Giesse in oltre 30 anni di attività e oltre 7.000 casi mortali gestiti. Sempre al fianco delle famiglie.
La Giurisprudenza Recente: cosa dice la Cassazione sul risarcimento nei casi di sinistri mortali
Il panorama del risarcimento danni è in costante evoluzione. La Corte di Cassazione, negli ultimi anni, ha emesso sentenze cruciali che hanno blindato il diritto dei familiari a ottenere risarcimenti integrali per il decesso di un congiunto a seguito di responsabilità di terzi
Tra queste, una delle più note è Cassazione Civile, sentenza n. 10579/2021, nella quale la Corte ha, per la prima volta, stabilito come anche le tabelle da utilizzare per il risarcimento dei danni da decesso dovessero essere strutturate “a punti”, simili cioé a quelle di legge introdotte per il risarcimento del danno biologico.
Questa ed altre sentenze fanno parte di quel patrimonio di conoscenze di Giesse che permette la migliore tutela dei familiari di chi resta vittima di un incidente stradale.
Conclusione
Il risarcimento per gli eredi/aventi diritto non è semplice da ottenere, essendo composto da numerose voci di danno che devono, tutte, essere documentate e provate.
Con Giesse si ha la certezza che nessuna voce di danno verrà tralasciata o sottostimata.
Sei un erede/avente diritto e vuoi sapere quali diritti risarcitori ti spettano?




