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Travolto e ucciso in bicicletta: risarcimento ciclista investito

MIDENA

Risarcimento ciclista investito

Il 21 ottobre 2015 il quotidiano La Nuova Venezia pubblica un articolo sul patteggiamento dell’automobilista che investì e uccise in sella alla sua bicicletta Adriano Midena, pensionato di San Donà di Piave molto noto nel mondo del volontariato.
I familiari si sono affidati all’ufficio Giesse di San Donà per ottenere il risarcimento ciclista investito.

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La morte di Adriano Midena aveva commosso il mondo del volontariato e la città. Ricostruito l’incidente con il consulente tecnico di Giesse. Ora la donna che lo travolse con l’auto mentre andava in bicicletta ha patteggiato 10 mesi di reclusione, con pena sospesa, un anno di sospensione patente e 300 euro di multa. B.V. era al volante di un Suv e aveva travolto e ucciso, a pochi metri dalla sua abitazione, Midena, 71 anni, da sempre nel direttivo provinciale dell’Avis. L’udienza si è tenuta davanti al giudice Alberto Scaramuzza del Tribunale di Venezia.

 

L’incidente risale al 27 ottobre 2014, poco prima delle 16, in via Vizzotto. Midena era in sella alla sua bici, verso via Prati quando è sopraggiunto un Bmw X3. Alla guida, una donna di 42 anni di Noventa, che l’ha travolto centrando la ruota posteriore all’altezza della targa frontale dell’auto. Il 71enne è stato sbalzato a terra e ha sbattuto la testa. Trasportato in ambulanza all’ospedale, è stato stabilizzato e trasferito in rianimazione, dove però è spirato nove giorni dopo. In base alla ricostruzione affidata dalla Procura veneziana all’ingegnere Mario Dell’Isola, l’incidente sarebbe stato causato in concorso di colpa: al 71enne contestata la mancata precedenza all’auto, alla donna un grave ritardo di reazione, “pur avendo tutta la possibilità di avvedersi della manovra del ciclista il quale aveva ormai quasi ultimato la manovra di immissione e aveva quasi raggiunto il margine destro della carreggiata”.

 

I familiari di Midena si erano affidati allo studio Giesse Risarcimento Danni di San Donà. «Ci riteniamo soddisfatti dell’esito delle indagini della Procura di Venezia e dell’esito dell’udienza preliminare: per noi era importante che fosse evidenziato che anche il comportamento dell’automobilista non era esente da colpa», ha detto Federica Midena, figlia della vittima, presente all’udienza, «nessuno ci potrà mai riportare indietro papà, ma era doveroso che la verità venisse a galla».

 

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