Pescara risarcimento incidente stradale mortale

Pescara risarcimento incidente stradale mortale

Francesco Pesce stava tornando a casa dopo i festeggiamenti per il Pescara in serie A. La notte del 27 maggio 2012 era sul suo scooter quando, lungo la statale 81, in via dei Pini a Cepagatti, il giovane ausiliario (da quattro mesi lavorava alla clinica Spatocco di Chieti) è stato travolto da una Fiat Grande Punto che proveniva dalla direzione opposta.

Alla guida c’era un 21enne neopatentato che a 120 all’ora, sotto effetto di droga e alcol (come hanno stabilito le analisi), ha invaso la corsia di Francesco e gli è andato addosso. Francesco, scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del 21enne, «nonostante il tentativo di evitare l’impatto – spostandosi il più possibile alla sua destra – veniva catapultato in aria e, ricaduto sul parabrezza dell’auto, veniva trasportato dal mezzo, scaraventato in avanti, per poi ricadere in prossimità del margine destro della carreggiata, a circa 22 metri».

Quando quella notte arrivarono i soccorritori del 118 e i poliziotti della stradale, l’investitore, A.B. originario di Vicoli, disse quello che ha poi ha confermato a verbale: «Stavo cambiando canzone alla radio». E per una canzone è morto Francesco, 24 anni da compiere il 5 luglio, che la mattina dopo doveva andare a suonare la chitarra in chiesa, nella parrocchia San Martino, a Vallemare di Cepagatti, dove faceva il catechista.

A 16 mesi da quella tragedia, si celebrerà giovedì l’udienza preliminare che vede imputato A.B., nel frattempo 23enne, per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. Una data che la mamma di Francesco, Maria Teresa Carboni, assistita dall’avvocato Enzo di Lodovico e seguita da Gianni Di Marcoberardino dello studio di consulenza Giesse Gestione Sinistri di Montesilvano, ha atteso con un’unica speranza: ottenere giustizia.

«Dire che tutti i giorni mi ripeto che Francesco non torna più è un dato di fatto, ma vorrei vedere meno persone piangere, quantomeno vorrei avere la sensazione che la giustizia c’è. Non per spirito di vendetta, ma per dare un senso a tutto questo dolore. Una pena esemplare, usando le leggi che ci sono, per dare un segnale, per ricordare quanto è importante la coscienza di chi si mette alla guida. Non si può far del male così, in maniera gratuita, quando basterebbe fermarsi con la macchina e far sbollire tutto l’alcol o quant’altro si è assunto».

Quanto all’investitore, con cui in questo anno e mezzo non ha avuto nessun contatto («nè con lui nè con la sua famiglia»), la donna che ha lavorato per anni in carcere, si limita a dire: «Vorrei che fosse consapevole che in due millesimi di secondo mi ha tolto il privilegio di aver avuto questo figlio»…

Risarcimento incidente stradale mortale Pescara

Il 27 maggio 2012 un’ automobilista, ubriaco e positivo ai controlli sulla droga, ha travolto e ucciso Francesco Pesce.
La famiglia si è affidata a Giesse Gestione Sinistri per ottenere il giusto risarcimento per incidente stradale mortale.

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