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Incidente mortale auto contro furgone: muore a 19 anni

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Belluno – Risarcimento incidente mortale

Debora Nardi era passeggero terzo trasportato su un’auto guidata da un’amica. Ha perso la vita il 5 dicembre 2011 in un incidente mortale semi frontale contro un furgone. I familiari si sono affidati alla Giesse di Belluno per ottenere il risarcimento danni incidente mortale.

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Morì l’amica, genitori risarciti

 
Lo choc fu enorme quando, il 5 dicembre dello scorso anno, Debora Nardi perse la vita all’età di 19 anni, sull’Agordina, al Peron di Sedico, mentre scendeva a Belluno con tre amiche per frequentare una lezione teorica del corso per maestri di sci alla Nogherazza. Fu un dramma per la ragazza, per la sua famiglia e per le ragazze, tutte agordine, specialmente per Giulia De Biasio, l’amica del cuore. Era lei infatti che guidava l’auto, su cui viaggiavano anche le sorelle Chiara e Francesca Bonifacio, che dopo aver sbandato in curva si scontrò con un furgone che viaggiava in direzione opposta.
 
Ci sono tragedie che dividono e tragedie che uniscono. I mesi successivi all’incidente non sono stati facili nemmeno per le ragazze sopravvissute e le loro famiglie. I genitori di Debora, pur nel dolore per la perdita della figlia, sono riusciti a guardare oltre e a vedere anche il dramma di Giulia. Oggi, in tribunale a Belluno, si terrà l’udienza preliminare del procedimento che vede la ragazza accusata di omicidio colposo per la morte dell’amica. I Nardi si sono rivolti a Giesse, Gestione Sinistri di Belluno, società specializzata in risarcimento danni e responsabilità civile, con una richiesta particolare: concludere proprio entro l’udienza preliminare le procedure risarcitorie per far sì che Giulia potesse usufruire delle attenuanti previste dalla legge. E così è stato.
 
Il legale della giovane presenterà anche richiesta di patteggiamento che, se accolta, porterà un ulteriore sconto di pena. Giulia De Biasio era l’unica indagata per l’incidente del 5 dicembre 2001, dopo che la perizia affidata dal sostituto procuratore Massimo De Bortoli all’ingegnere veneziano Pierluigi Zamuner aveva indicato come causa esclusiva la perdita di controllo dell’auto da parte della giovane guidatrice agordina.
 
La vettura infatti terminò una leggera curva sbandando, iniziò a zigzagare e, priva di controllo, invase la corsia opposta, impattando contro un furgone. Il mezzo, su cui viaggiavano quattro dipendenti di una ditta trevigiana di Conegliano, «procedeva a una velocità ampiamente contenuta entro il limite di velocità» si legge nelle conclusioni del perito. Inoltre il suo conducente «ha reagito prontamente alla situazione di pericolo» ed «era del tutto impossibilitato a evitare la collisione».
 

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