La Rossa, Belluno: “Airbag bloccati e dritti contro l’albero”

Nello schianto del settembre 2019, all’alba, morì il diciannovenne Palazzolo. L‘amico al volante aveva bevuto oltre il limite e correva: chiesto il processo. La famiglia Palazzolo è assistita dal gruppo bellunese specializzato in sinistri Giesse Risarcimento Danni. 

Riportiamo gli articoli apparsi sui quotidiani locali Il Corriere delle Alpi e il Gazzettino.

 

Dritto contro un platano. Gli airbag non si gonfiano. Muore, per una distrazione o un colpo di sonno, il 19enne Cristian Palazzolo e nella Fiat 500 distrutta rimangono gravemente feriti il conducente Mattia Vascellari, la sorella Gaia, Deborah De Col e Tommaso Mitrugno. C’è la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio e lesioni stradali a carico di Mattia Vascellari e l’udienza preliminare sarà martedì 20, davanti al gup Elisabetta Scolozzi.

Nel frattempo, dalla consulenza disposta dalla Procura dopo lo schianto del primo settembre 2019, alla Rossa, emerge che Vascellari aveva bevuto, come anticipato gli airbag non si sono aperti e la velocità era di cinque chilometri oltre il limite: 75 orari.

La famiglia Palazzolo è assistita dal gruppo bellunese specializzato in sinistri Giesse Risarcimento Danni e hanno anticipato che chiederanno i danni anche Mitrugno con Mauro Gasperi e De Col con Martino Fogliato. Per Pierluigi Zamuner, colpa di «una distrazione o un colpo di sonno. Nessun altro ostacolo sulla carreggiata, che possa aver innescato la deviazione o veicolo coinvolto né possibili anomalie meccaniche, prima dell’incidente, che possano aver causato la perdita di controllo».

La traccia di scorrimento, sul ciglio della statale 50, non lascia dubbi: «E’ indice di una graduale deviazione a destra del mezzo. Eventuali anomalie meccaniche allo sterzo alle ruote, che peraltro non sono state rilevate, avrebbero provocato scarti più bruschi con rotazioni e marcature più accentuate». Palazzolo era nel divano posteriore, non aveva la cintura allacciata e ha battuto contro il parabrezza. L’auto è omologata per quattro persone e i ragazzi erano in cinque: «Avevano passato la serata in locali e stavano tornando a casa. Erano le 6.50 ed è pensabile che fossero stanchi».  «L’autista è risultato positivo all’alcol: 0,75,secondo il prelievo fatto alle 14.30. Sulla mancata attivazione degli airbag, il modello della macchina non permette di estrarre i dati dalla centralina e non si può capire se funzionassero o meno». – fonte Corriere delle Alpi

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