Investì e uccise un pedone a Treviso: patteggerà a dicembre

Investì e uccise un pedone a Treviso: patteggerà a dicembre

Giesse Risarcimento Danni segue risarcimento per incidente stradale mortale a Treviso. 

La notizia della chiusura indagini riguardo all’incidente mortale del 2021 a Treviso, in cui perse la vita Giovanni Dei Negri, viene riportata sui quotidiani “Il Gazzettino” e “La Tribuna di Treviso“.

Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in incidenti stradali, assiste i familiari della vittima affinché venga loro riconosciuto il giusto risarcimento per la grave perdita subita.

Pedone di 51 anni travolto e ucciso: concesso il patteggiamento all’autista

A distanza di un anno dall’incidente, il pubblico ministero ha chiuso le indagini per l’investimento a San Fior costato la vita a un cinquantenne di Castello Roganzuolo, Giovanni Dei Negri, da parte di Gianni Aere, 53 anni, di Zoppola (Pordenone).

L’accusa è quella di omicidio stradale e fuga e il pm ha dato parere positivo alla richiesta, formulata dalla difesa dell’investitore, di un rito alternativo – il patteggiamento – che il giudice per le indagini preliminari ha a sua volta ammesso, fissando per la discussione l’udienza del 13 settembre.

Era l’una del mattino del 6 giugno del 2021 quando è successo l’incidente e fondamentali, nella ricostruzione dell’incidente, sono state le telecamere di video-sorveglianza di un negozio sulla Pontebbana.

I familiari della vittima si sono affidati a Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in incidenti stradali mortali, e hanno seguito il procedimento con il legale fiduciario Tartari.

«Nella consulenza del pm – spiega Alain Menel di Giesse – vengono evidenziati tre elementi importanti riguardo a quella sera: traffico scarso, visibilità sufficiente, fondo stradale asciutto.

Nelle vicinanze non c’erano strisce pedonali e Giovanni, forse, può aver mal calcolato la distanza dell’auto. Tuttavia è rimasto visibile in carreggiata per circa due secondi. L’auto si trovava a 42 metri da lui.

Una distanza che, secondo la consulenza disposta dal pm, avrebbe consentito agevolmente all’automobilista, se solo avesse rispettato i limiti di velocità, di fermarsi entro il punto d’urto ed evitare l’investimento, considerando che lo spazio necessario per l’arresto del veicolo che procede a 50 chilometri orari è inferiore ai 30 metri».

Articolo de “Il Gazzettino

Investì un pedone e poi scappò: patteggia per omicidio stradale

Secondo la perizia andava a 26 km/h oltre il limite di velocità consentito. Non riuscì a frenare in tempo e anzi scappò dopo aver investito una persona, che morì.

Si sono chiuse le indagini nei confronti di un cinquantaduenne pordenonese, Gianni Aere, panettiere di Zoppola, imputato di omicidio stradale e fuga. L’incidente stradale si era verificato nella notte tra il 5 e 6 giugno 2021 sulla Pontebbana a San Fior.

Vittima Giovanni Dei Negri, 50 anni, di Castello Roganzuolo. Pubblico ministero e gip hanno accolto la richiesta di patteggiamento della difesa. L’automobilista correva 76 km/h all’ora, 42 metri lo separavano dalla persona che stava per attraversare la statale e ha travolto con la sua Ford Tourneo.

«Una distanza che secondo il consulente del pubblico ministero – spiega Alain Menel, responsabile della sede Giesse Risarcimento Danni di Conegliano, a cui si è affidata la famiglia della vittima – sarebbe stata sufficiente per accorgersi del pedone e frenare in tempo. A patto, però, che l’automobilista rispettasse i limiti di velocità».

L’udienza è stata fissata per il 13 dicembre, in quell’occasione verrà stabilita la pena. Con il patteggiamento l’imputato otterrà la riduzione di un terzo della pena.

«Nelle vicinanze non c’erano strisce pedonali e Giovanni, forse, può aver mal calcolato la distanza dell’auto – chiarisce Alain Menel, di Giesse – Tuttavia, è rimasto visibile in carreggiata per circa due secondi. L’auto si trovava a 42 metri da lui.

Una distanza che, secondo la consulenza disposta dal pm, avrebbe consentito agevolmente all’automobilista, se solo avesse rispettato i limiti di velocità, di fermarsi entro il punto d’urto ed evitare l’investimento. L’eccesso di velocità è in diretto nesso con quanto accaduto».

Giovanni Dei Negri aveva lasciato nel dolore i genitori Adelina e Oreste, il fratello Luciano e la sorella Rita, oltre ad altri parenti e tanti amici che lo conoscevano a San Fior e Castello Roganzuolo.

«Quel che fa più rabbia, e che addolora ancora di più i familiari della vittima è l’atteggiamento sconsiderato dell’automobilista – spiega il consulente della famiglia Dei Negri -. Dopo l’investimento, infatti, è scappato via, lasciando il povero Giovanni, ormai esanime, a lato della carreggiata».

L’investitore era stato fermato cinquecento metri più avanti, da una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Conegliano, che stava eseguendo un posto di blocco stradale.

I militari dell’Arma non hanno potuto notare i danni al veicolo. «Non l’ho visto», aveva detto nell’immediatezza il panettiere ai carabinieri. La sentenza sarà pronunciata il prossimo 13 dicembre.

Articolo de “La Tribuna di Treviso

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