Incidente con la moto a Verona: condannata l’assicurazione

Incidente con la moto a Verona: condannata l’assicurazione

Giesse Risarcimento Danni ottiene indennizzo per incidente stradale a Verona. 

La sentenza con cui il giudice veronese ha condannato l’assicurazione a pagare l’indennizzo al motociclista, caduto per una macchia d’olio sulla carreggiata, viene riportata sul quotidiano “L’Arena“.

Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in incidenti stradali, ha assistito il motociclista riuscendo a fargli ottenere l’indennizzo che gli spettava di diritto.

Scivolò su una macchia d’olio, risarcito un motociclista

Prognosi di un mese per il centauro che, tutelato da specialisti, fece partire una causa. È arrivata la sentenza: l’assicurazione dovrà versare sessantamila euro di indennizzo

Una chiazza d’olio a terra, in tangenziale, all’altezza di San Massimo, la moto che scivola, sbanda, il centauro che finisce a terra. E poi, la corsa in ospedale, per lui, che di professione fa l’infermiere, i controlli e la prognosi: un mese per le lesioni riportate nella caduta. Il cinquantottenne chiede di essere indennizzato dal Fondo vittime della strada, ma si sente rispondere picche.

Ma non si dà per vinto e decidere di far causa a Generali. Più di 60mila euro la cifra che l’uomo, assistito da Giesse risarcimento danni, gruppo specializzato nei casi di controversie assicurative con sede a San Giovanni Lupatoto e San Bonifacio, percepirà come risarcimento per i danni personali e materiali riportati in quell’ incidente verificatosi otto anni fa.

Era una mattina primaverile, ideale per un giro in moto, ma mentre il motociclista stava percorrendo la bretella T4-T9 della tangenziale di Verona, all’altezza dell’uscita San Massimo perdette improvvisamente il controllo e cadde rovinosamente a terra. Immediatamente soccorso, riportò diverse lesioni, contusioni e fratture, oltre al danneggiamento della motocicletta.

I puntuali rilievi della polizia municipale di Verona, e la consulenza tecnica dell’ingegner Pierluigi Zamuner, richiesta successivamente dal Pm per far luce sul caso, hanno chiarito nel dettaglio quale fu la causa del sinistro: una macchia di “liquido oleoso, presumibilmente gasolio” larga circa un metro e lunga all’incirca duecento metri, che si materializzò improvvisamente davanti al centauro, il quale pur procedendo nel pieno rispetto dei limiti di velocità non poté eluderla né riuscì ad evitare la caduta.

Fu impossibile, però, risalire a quale mezzo appartenesse il liquido lasciato sulla carreggiata, ed è proprio su questo mancato riconoscimento che si è fondata la controversia tra motociclista e assicurazione.

Per gli esperti di Giesse il risarcimento era dovuto in quanto la macchia di gasolio non poteva non appartenere ad un veicolo motorizzato, e quindi con obbligo di assicurazione.

Per Generali, compagnia designata per il Fondo vittime della strada, il liquido oleoso poteva invece «essere finito sulla carreggiata durante il trasporto da parte di un velocipede o addirittura per opera di qualche malintenzionato».

Il giudice, basandosi sul parere del consulente tecnico e dei periti di parte intervenuti, ha deciso di dare ragione agli esperti di Giesse, perché le dimensioni e la localizzazione della macchia escludevano qualsiasi altra ipotesi rispetto a quella del veicolo motorizzato e quindi sottoposto ad obbligo assicurativo.

Da qui la condanna al risarcimento dei danni, oltre che al rimborso delle spese legali. «Si tratta di una sentenza cui credevamo – sottolinea Daniele Andreella, responsabile della sede Giesse di San Giovanni Lupatoto – perché fa valere a pieno i diritti di chi percorre le strade e paga ogni anno, attraverso la propria polizza assicurativa, anche un contributo a favore del Fondo di garanzia per le vittime della strada, che interviene in casi come questo».

Articolo de “L’arena

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