Caso “Alan Mondin”: ai famigliari 700mila euro ma i soldi non ci sono

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Morto in cantiere a 23 anni, ditta condannata a risarcire 700 mila euro famiglia Alan Mondin: ma i soldi non ci sono. La Corte d’Appello di Venezia, nella causa promossa dai parenti della vittima con l’assistenza di Giesse Risarcimento Danni, ha accertato la responsabilità esclusiva di Giuseppe e Massimo Sandri, titolari dell’omonima ditta edile di Castelgomberto, condannandoli a risarcire il danno per una cifra complessiva di oltre 700 mila euro. 

Si è concluso anche in sede civile il processo per la morte del giovane Alan Mondin, muratore 23enne di Monte di Malo, che perse la vita il 25 settembre 2009 mentre ultimava alcuni lavori di scavo per la costruzione di un’abitazione sulle colline di Castelgomberto. La Corte d’Appello di Venezia, nella causa promossa dai parenti della vittima con l’assistenza di Giesse Risarcimento Danni, ha accertato la responsabilità esclusiva di Giuseppe e Massimo Sandri, titolari dell’omonima ditta edile di Castelgomberto, condannandoli a risarcire il danno per una cifra complessiva di oltre 700 mila euro. “Processualmente è un buon risultato – commenta in una nota Massimo Gottardo, responsabile della sede Giesse di Vicenza – tuttavia, ad oggi, i familiari di Alan hanno ricevuto solo la somma disposta dal giudice come provvisionale, ammontante a 100.000 euro, grazie al pagamento effettuato dalla compagnia assicurativa con la quale l’impresa responsabile aveva sottoscritto una polizza. Tale polizza, però, ha un massimale pari alla provvisionale e, pertanto, l’assicurazione non è tenuta a pagare ulteriori importi; la famiglia Mondin sta quindi subendo la beffa di non ottenere il totale risarcimento che un tribunale ha deciso spettare loro”.

“È una situazione davvero paradossale quella che si è venuta a creare, anche in considerazione del fatto che, per scongiurare il rischio di insolvenza, già nel 2013, assieme all’avv. Gracis, avevamo chiesto al giudice di disporre il sequestro conservativo su tutti i beni, mobili e immobili, e su tutti i crediti della ditta Sandri. Ancora una volta il sistema non tutela il danneggiato – conclude Gottardo – per procedere con il sequestro preventivo dei beni vengono richieste prove che sono troppo difficili da fornire. Inoltre, i massimali delle polizze assicurative che le piccole imprese sottoscrivono sono troppo spesso bassi; una soluzione potrebbe essere quella di rendere obbligatorie delle polizze con massimali più elevati, come già avviene per la RCA, anche nel settore edile, in cui gli incidenti sono spesso fatali”.

Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in incidenti sul lavoro con sedi in tutta Italia, assieme al proprio legale fiduciario, l’avv. Alessandra Gracis, ha assistito i parenti della vittima lungo tutto il complesso iter legale, sia in sede penale che civile. Continua a leggere su Vicenza Più

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