Infortunio sul lavoro a Vicenza: risarcimento da 700mila euro

Infortunio sul lavoro a Vicenza: risarcimento da 700mila euro

Giesse Risarcimento Danni ottiene risarcimento per l’infortunio sul lavoro a Vicenza. 

Dopo la condanna in sede penale, è arrivata anche quella in sede civile per l’infortunio mortale a Vicenza. I titolari dell’impresa edile dove lavorava Alan Mondin sono stati condannati a un risarcimento di 700mila euro nei confronti dei familiari della vittima.

Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in risarcimento a seguito di infortuni sul lavoro, assiste la famiglia di Alan Mondin che per ora, purtroppo, ha ricevuto solo una provvisionale.

Giovane morì al lavoro: «Maxi risarcimento».

Ai familiari 700mila euro, ma i soldi non ci sono

Alan Mondin era morto a soli 23 anni schiacciato all’interno della cabina del camion che stava guidando e che si era ribaltato cadendo in un pendio vicino al cantiere dove stava lavorando, sui colli di Castelgomberto.

Era il 25 settembre 2009. Ora, a quasi 12 anni di distanza, la Corte d’appello di Venezia ha condannato i suoi titolari, Giuseppe e Massimo Sandri, dell’omonima impresa edile (già ritenuti responsabili di omicidio colposo in sede penale) a risarcire i suoi familiari con 700mila euro.

Ma i genitori hanno ricevuto solo 100mila euro; e i Sandri non avrebbero un patrimonio tale da rimborsarli. Fu un volo terribile: il giovane autista, di Monte di Malo, morì sul colpo.

I genitori del giovane, assistiti dalla società Giesse Risarcimento Danni, hanno promosso una causa civile, mentre il nonno Antonio, con l’avv. Claudio Castegnaro, si era costituito parte civile e aveva ottenuto un ristoro. I Sandri sono stati ritenuti colpevoli di non aver adottato le misure di sicurezza necessarie.

Nell”ultima manovra, Mondin era uscito in una stradina, e durante lo sversamento il camion si era ribaltato per il peso lungo il pendio, in quanto il terreno aveva ceduto. Il giovane era morto sul colpo.

Per i giudici far transitare quel mezzo, largo 2 metri e mezzo, lungo una stradina larga 2,6 metri era stato un azzardo, perché il rischio di ribaltamento era notevole.

Civilmente, in primo grado, era stato riconosciuto un danno ridotto perché la vittima non aveva la cintura di sicurezza. In Appello, invece, sono state riconosciute le istanze della famiglia, con l’avv. Alessandra Gracis.

«Processualmente è un buon risultato – ha detto Massimo Gottardo, di Giesse – tuttavia i genitori hanno ricevuto finora solo una provvisionale. L’assicurazione aveva un massimale di 100mila euro e la famiglia Mondin sta subendo la beffa di non ottenere il risarcimento stabilito dal tribunale. Il sistema purtroppo non tutale il danneggiato, è stato impossibile anche procedere con i sequestri conservativi».

«Ancora non riusciamo a credere che non vedremo più nostro figlio – hanno commentato con un filo di voce i genitori di Alan – non c’è giorno in cui non facciamo i conti con il dolore straziante. Avevamo chiesto ai fratelli Sandri di chiudere la questione con 250mila euro per estinguere il mutuo che nostro figlio aveva acceso per ristrutturare la casa dove voleva andare a vivere e invece ci hanno detto di no. Il mutuo dobbiamo pagarlo noi».

Articolo de “Il Giornale di Vicenza

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