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Belluno: nervo lesionato durante l’intervento, vittima di malasanità

Belluno: danno risarcito a vittima di malasanità

Il 7 gennaio 2019 il quotidiano Il Gazzettino ha pubblicato un articolo relativo al risarcimento di 9 mila euro ottenuto da una 77enne Bellunese vittima di un errore medico. Le è stato lesionato il nervo ascellare.

La donna, affidandosi a Giesse Risarcimento Danni di Belluno, gruppo specializzato in responsabilità civile e in casi di malasanità, ha ottenuto il risarcimento richiesto.

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Nervo lesionato nell’intervento: danni risarciti per malasanità

 

L’intervento alla spalla non risolve il dolore: risarcito con 9 mila euro. Una 77enne di Santa Giustina era passata per due interventi, una protesi artificiale alla spalla, ricoveri. Alla fine, in un controllo le venne riscontrata una lesione al nervo ascellare.

A quel punto si è affidata a Giesse Risarcimento Danni di Belluno, gruppo specializzato in responsabilità civile e in casi di malasanità, e ha ottenuto il risarcimento richiesto. È arrivato dopo il via libera dell’ufficio sinistri dell’Usl, che ha valutato attentamente l’operato del personale medico e paramedico coinvolto.

Il calvario per la 77enne di Santa inizia nel 2012, quando inizia a sentire dolore alla spalla sinistra. Due anni dopo, nel maggio 2014 viene ricoverata all’ospedale di Feltre, dove viene sottoposta a un intervento di pulizia artroscopica (la procedura che permette di operare all’interno dell’articolazione senza “aprirle”, tramite un particolare microscopio).

Il problema però persiste, tanto che nel gennaio 2015 viene nuovamente sottoposta a intervento, questa volta di sostituzione totale della spalla con una protesi artificiale. A un mese dall’intervento, durante un controllo, viene riscontrata un’alterazione della spalla, causata da una lesione neurologica al nervo ascellare.

Una zona forse lesionata durante uno degli interventi, come spiega Claudio Dal Borgo, responsabile della sede Giesse di Belluno. «Si tratta di una tipologia di lesione prevedibile – dice Dal Borgo – e nel caso specifico, esaminata la documentazione medica, è apparso fin da subito evidente il nesso causale tra l’operato sanitario e il danno lamentato dalla paziente».

A quel punto, dopo l’accertamento dei medici legali fiduciari della società di risarcimento danni, la donna ha viste riconosciute le proprie istanze ed è stata risarcita con una somma di 9 mila euro.

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