Le 5 cose da sapere sull’infortunio in itinere

Le 5 cose da sapere sull’infortunio in itinere

L’infortunio in itinere è un tipo di danno che possono subire i lavoratori durante i loro spostamenti. Tuttavia la questione dell’infortunio in itinere non è sempre chiara a tutti: ci sono infatti delle domande frequenti che i lavoratori si pongono e alle quali non sempre è semplice dare una risposta chiara ed univoca.

Tra le domande più frequenti dei lavoratori spiccano:
l’infortunio in itinere è considerato tale anche se avviene su un mezzo privato?
Quali sono i casi di infortunio in itinere che prevedono un risarcimento?
Se ho compiuto una deviazione rispetto al tragitto diretto casa-lavoro e ho subìto un incidente, è ugualmente considerabile un infortunio in itinere?

Ecco quindi le risposte di Giesse alle perplessità più comuni circa l’infortunio in itinere, riassunte in 5 punti chiari e semplici.

1. I tre casi di infortunio in itinere

Vediamo cosa si intende per “infortunio in itinere” l’INAIL

 

 

L’infortunio in itinere consiste nell’infortunio occorso al lavoratore durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, oppure durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro.

Qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, l’evento può ricomprendere anche il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti.

 

Quindi si parla di infortunio in itinere se il danno subìto avviene nel percorso casa-lavoro, nel percorso lavoro-casa e in quello di andata e ritorno dal luogo di consumazione del pasto. Comprende anche quelli subiti dai lavoratori mentre si trasferiscono tra due luoghi di lavoro diversi (si pensi, ad es., a un capo cantiere o ad un edile che lavora in due distinti cantieri contemporaneamente)

2. Auto privata o mezzo pubblico: cosa cambia?

Il lavoratore che subisce un incidente in itinere mentre sta utilizzando il suo mezzo privato (auto, bici, scooter,ecc.)  ha diritto ad essere indennizzato dall’INAIL solo se l’utilizzo del proprio mezzo era effettivamente necessario, ad es. per eccessiva scomodità degli orari dei mezzi pubblici, oppure perchè imposto dal datore per esigenze lavorative; in ogni caso l’utilizzo del mezzo proprio deve essere autorizzato dal datore.

In particolare l’uso del mezzo privato viene concesso quando si palesano queste due circostanze:

  • non ci sono mezzi pubblici che consentano al lavoratore di recarsi presso il posto di lavoro
  • i mezzi pubblici ci sono ma, per motivi di orario, non garantiscono la puntuale presenza sul luogo di lavoro, oppure sono eccessivamente disagevoli in relazione alle esigenze di vita del lavoratore

3. Il percorso deve essere il più breve e diretto

Il percorso che il lavoratore deve aver compiuto per poter ottenere il risarcimento in caso di incidente è quello più breve e diretto: ciò significa che se l’incidente avviene a seguito di deviazioni o interruzioni che non c’entrano con il lavoro (ad esempio, un acquisto presso un negozio o la visita a un amico) allora sfuma il diritto all’indennizzo INAIL.

Va però precisato invece che se l’interruzione o la deviazione è causata da una necessità improrogabile (ad esempio chiusura di una strada per lavori in corso o per un guasto meccanico) o da un obbligo penalmente perseguibile (ad es. prestare soccorso a vittime di incidenti per non incorrere nel reato di omissione di soccorso), allora il lavoratore sarà comunque tutelato.

4. Quali sono i presupposti dell’infortunio in itinere?

Secondo una Sentenza delle Sezioni Unite non tutti gli infortuni in itinere possono essere risarciti. Hanno diritto ad un indennizzo INAIL solo quei lavoratori vittime di incidenti che sono in ogni caso collegati al lavoro e non hanno con esso un legame solo marginale, basato cioè solo su una coincidenza di orario e luogo.

 

5. Sono esclusi gli infortuni in itinere causati direttamente da:

 

  • mancanza della prescritta abilitazione di guida;
  • abuso di alcolici e psicofarmaci;
  • uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni;
  • violazione del codice della strada da parte del conducente.
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